Il Conto corrente per il condominio: guida completa per non sbagliare

Cosa si intende per conto corrente condominiale e quando l’apertura di questo tipo di conto è obbligatoria? In cosa si differenzia un conto condominiale rispetto ad un normale conto corrente? Esistono prodotti bancari specifici pensati per i condomini?

Un conto corrente per il condominio è un conto corrente il cui intestatario non è una persona singola ma il condominio stesso. La gestione del conto corrente è affidata in via esclusiva all’amministratore condominiale, ma tutti i condomini hanno la possibilità di accedere alla rendicontazione del conto stesso, senza poter tuttavia effettuare operazioni bancarie di alcun tipo.

Il conto corrente condominiale è obbligatorio?

A partire dal 2012, con una legge entrata in vigore effettivamente l’anno successivo, tutti i condomini devono obbligatoriamente dotarsi di un conto corrente condominiale per la gestione di tutte le entrate e le uscite relative al condominio stesso. Come detto in precedenza la gestione del conto si aggiunge ai compiti dell’amministratore condominiale, che ha obbligo di chiarezza e rendicontazione di tutte le entrate ed uscite di cassa del conto corrente. Tutte le spese o le entrate relative al condominio devono transitare tramite il conto corrente condominiale, in modo da rendere il più trasparente possibile la gestione del bene comune.

Come anticipato, il conto corrente deve essere intestato al condominio, ma la gestione è affidata in via esclusiva all’amministratore condominiale. Diversamente da quanto poteva avvenire prima della riforma quindi, non è più possibile per l’amministratore condominiale utilizzare il proprio corrente per le operazioni condominiali o il conto intestato o cointestato ad uno dei condomini.

Caratteristiche dei conti correnti condominiali

Non esiste l’obbligo per il condominio di scegliere un conto corrente espressamente pensato per questo scopo. Tuttavia alcuni istituti bancari hanno creato prodotti bancari appositi, creati per favorire la gestione delle spese e delle entrate condominiali. A seconda dell’istituto bancario scelto è possibile scegliere il conto corrente anche in base alle dimensioni del condominio, con conti differenziati per piccoli e medi condomini rispetto a quelli pensati per la gestione di edifici di grandi dimensioni. I conti dedicati ai condomini di maggiori dimensioni prevedono possibilità aggiuntive, come ad esempio la mancanza di limite per le entrate o le uscite di cassa.

La scelta del conto corrente condominiale può ricadere anche su un conto online, in quanto la legge non prevede nessuna specifica a questo proposito, se non quelle già espresse dell’obbligo di rendicontazione. Nulla vieta comunque all’assemblea condominiale di adottare un conto corrente di tipo standard online o offline, che nel caso dei condomini di piccole dimensioni, può essere in grado di soddisfare comunque le esigenze di gestione. Il conto corrente per condominio deve comunque avere almeno le funzionalità di base come la possibilità di ricevere ed effettuare bonifici bancari, la presenza di carte di pagamento ed eventualmente di un libretto degli assegni.

Conto tradizionale o conto corrente condominiale online?

La legge che regolamenta l’obbligo di tenuta di un conto corrente condominiale non descrive però nel dettaglio le caratteristiche specifiche che questo conto corrente dovrebbe avere. Nulla vieta quindi all’amministratore ed ai condomini di optare per un conto corrente online, sia esclusivamente online sia che affianchi la possibilità di gestione online a quella tradizionale.

In questo caso l’unico inconveniente possibile potrebbe riguardare l’accesso al conto da parte dei condomini, che sarebbero quindi costretti a passare per il tramite dell’amministratore ogni volta in cui desiderino accede al conto corrente. Nel caso di un conto tradizionale invece i condomini possono richiederne l’estratto conto, ovviamente previa dimostrazione dell’appartenenza al condominio in questione.

I costi dei conti correnti condominiali

Il costo per la tenuta di un conto corrente condominiale non si differenzia molto rispetto a quello di un conto di tipo standard. Fanno invece eccezione i conti pensati nello specifico per i condomini, soprattutto per quanto riguarda quelli di dimensioni maggiori, i cui costi di tenuta non sono comunque di solito molto elevati.

Anche nel caso di un conto condominiale è possibile adottare un qualsiasi conto a zero spese, confrontando tra loro le offerte delle banche in tal senso. In questo caso è però obbligatorio per l’amministratore verificare che il conto corrente risponda a tutte le esigenze di gestione, e che l’eventuale presenza di funzionalità aggiuntive non si traduca in un aggravio dei costi per i condomini. La presenza della possibilità di vedersi riconoscere un tasso di interesse attivo sulle somme depositate non è obbligatoria, ma potrebbe rivelarsi vantaggiosa nel caso in cui sul conto corrente in questione vengano depositate somme elevate o permangano sul conto corrente condominiale per molto tempo.

Nel testo abbiamo affermato che tutte le spese di gestione del condominio devono transitare attraverso il conto corrente condominiale; questo non comporta però l’obbligo da parte dell’amministratore di dotarsi di un sistema di pagamento con carte e non esclude la possibilità di creazione di un fondo cassa per la gestione delle spese di importo minore.