Dove conviene aprire un conto estero?

In quali paesi è più conveniente aprire un conto corrente estero per un cittadino italiano? Scopriamo quali sono i vantaggi ed i possibili svantaggi di un conto ed in quali paesi la scelta si rivela più vantaggiosa.

Conto corrente estero: ma dove?

Facciamo innanzitutto un passo indietro: come già specificato nella scheda relativa all’apertura di un conto corrente all’estero, il possesso di un conto oltre i confini nazionali è del tutto legale, a patto naturalmente che le cifre depositate vengano regolarmente riportate nelle dichiarazioni dei redditi annuali.

Uno dei motivi principali che spinge i risparmiatori ad aprire un conto corrente estero è la presenza di percentuali di rendimento maggiore rispetto a quelli applicati dagli istituti bancari italiani, nonostante questi offrano condizioni molto variabili da conto a conto ed a seconda dell’istituto bancario scelto. Stilare una classifica definitiva di dove convenga aprire un conto estero è piuttosto complesso, soprattutto a causa degli scenari economici e geopolitici in continuo cambiamento.

Tuttavia da alcuni anni i paesi emergenti (come ad esempio il Brasile) offrono rendimenti piuttosto importanti sui propri conti correnti, come avviene anche per altri prodotti di tipo finanziario. Forse per molti inaspettata è la convenienza di stati lontani come la Mongolia, dove i tassi hanno raggiunto in passato cifre molto elevate. Rimanendo in Asia, lo stesso discorso vale per il Bangladesh e per il Vietnam, dove tuttavia anche l’inflazione ha raggiunto percentuali alte negli scorsi anni.

Tornando in Europa da alcuni anni sembra essere la Serbia uno dei paesi con i rendimenti più alti. Fino a pochi anni fa la risposta su dove aprire un conto corrente estero sarebbe invece ricaduta su Cipro, che ha attraversato però una grave crisi negli scorsi anni. Tuttavia l’isola mediterranea continua ad essere la sede di società finanziarie internazionali.

A cosa fare attenzione?

Prima di scegliere dove aprire un conto bancario estero è però necessario tenere presente che spesso a rendimenti molto alti corrispondono fattori di rischio proporzionali, come dimostrato dalla Grecia, dove fino a qualche anno fa gli interessi corrisposti per i conti correnti anche esteri erano molto elevati. Oltre alla semplice percentuale di rendimento è quindi consigliato valutare anche il rischio di default del paese stesso, e considerare inoltre che talvolta l’alta inflazione presente potrebbe compromettere i guadagni percepiti.

Tuttavia questo tipo di problemi è solitamente basso per i paesi dell’area euro, nei quali aprire un conto corrente potrebbe essere più semplice per la somiglianza dei sistemi bancari e legislativi a quello del nostro paese. Per quanto riguarda i paesi europei va però specificato che di solito i conti prevedono rendimenti molto simili a quelli italiani, ad eccezione di alcuni istituti bancari (ad esempio francesi). Anche per il paese in cui aprire un conto estero vale quindi la regola di confrontare il maggior numero di istituti di credito possibili, senza tralasciare l’importante aspetto della tassazione, soggetto a regole che variano notevolmente da stato a stato.Ancora una volta la rete si rivelerà un ottimo alleato per confrontare tra loro i conti correnti, anche grazie alle versioni in inglese (e talvolta in italiano) dei siti degli istituti di credito internazionali.