Gli interessi sul conto corrente

Uno dei fattori che determinano o meno la convenienza di un conto corrente sono gli interessi. Vediamo quando sono previsti e quando un conto corrente che riconosce degli interessi possa ritenersi conveniente.

Interessi sul conto corrente: chi li offre?

In linea di massima tutte le banche offrono almeno un conto corrente che riconosce degli interessi sulle cifre depositate. Gli interessi sui conti correnti sono molto variabili da banca a banca e possono partire da cifre percentuali prossime allo zero, fino a rendimenti di qualche punto percentuale. Chi si attende percentuali a due cifre rimarrà però deluso perché nessun istituto bancario è in grado di offrire rendimenti di questo tipo su un conto corrente standard.

Si tenga presente che non tutti i conti correnti riconoscono degli interessi. Nella maggior parte dei casi infatti le banche tendono a ridurre al minimo gli interessi riconosciuti, per far fronte a canoni per il conto corrente sempre più bassi. In particolar modo i conti correnti senza spese raramente riconoscono un interesse, anche se non mancano eccezioni anche da parte dei conti correnti degli istituti italiani, di tipo tradizionale ed online.

Cosa sono i conti remunerati

Nella ricerca del migliore tasso di interesse per un conto corrente, non è raro imbattersi nei cosiddetti conti correnti remunerati. Questo tipo di prodotto bancario è un conto corrente che offre, oltre ai servizi di base, anche un rendimento sulle somme depositate-

I tassi di interesse dei conti correnti remunerati possono raggiungere anche percentuali interessanti per il risparmiatore; solitamente però questo tipo di conto diversamente dal conto corrente tradizionale, prevede che le somme rimangano depositate per un periodi di tempo prestabilito, variabile a seconda dell’istituto di credito e del tipo di conto sottoscritto.

Con la dicitura di “conto deposito” si fa invece riferimento ad alcuni prodotti bancari con funzionalità molto limitate rispetto a quello di un conto corrente, al punto che spesso si rende necessario anche il possesso di un conto di questo tipo, con un possibile aggravio di spese per la tenuta di entrambe le tipologie di conto bancario.

Quando scegliere un conto corrente con tasso di interesse

Tornando ai conti correnti con interesse veri e propri, prima delle scelta è consigliato valutarne la convenienza per ogni singola situazione finanziaria. È consigliato calcolare quanto effettivamente si potrà ricavare dall’interesse del conto corrente, considerando la somma media che si è soliti lasciare sul conto stesso. Nel caso in cui le somme siano di importi ridotti, il tasso riconosciuto potrebbe essere inferiore nel corso dell’anno a quanto si deve sostenere per le spese del conto corrente. Per questo motivo consigliamo di effettuare una simulazione del calcolo degli interessi riconosciuti, dai quali sottrarre i costi per il conto corrente.

Di fronte a tassi di interesse su somme elevate, il costo del conto corrente potrebbe diventare trascurabile; per questo il parametro predominante per il paragone può diventare il tasso di interesse stesso.

I tassi di interesse sui nuovi conti correnti

Una delle strategie promozionali che le banche adottano per attirare un numero maggiore di clienti è quella di offrire conti correnti con interessi alti elevato rispetto alla concorrenza. Il maggiore tasso di interesse riconosciuto sul conto potrebbe essere un parametro importante per la scelta del conto corrente. In questo caso però però è bene prestare la massima attenzione a due fattori. In primo luogo di solito il tasso elevato viene corrisposto solo per un periodo di tempo limitato (ad esempio sei mesi). In secondo luogo su depositi di entità ridotta il vantaggio derivante potrebbe non essere così importante come ci si aspetterebbe.

Per individuare i migliori tassi applicati ai conti correnti, è consigliato quindi confrontare tra loro le diverse offerte delle banche, valutando con attenzione se ai tassi applicati corrisponda o meno una richiesta adeguata per quanto riguarda il canone richiesto per il conto corrente.
Si tenga infine presente che il tasso riconosciuto dalla banca non sarà costante per tutta al durata del rapporto, ma che potrebbero essere apportate modifiche, anche al ribasso. Per questo, anche dopo aver individuato il migliore tasso sul conto corrente per la propria situazione finanziaria, è bene considerare sempre la possibilità di cambiare conto corrente, in modo da poter effettivamente avere un ritorno economico per le cifre depositate.

Come si calcola l’interesse sul conto corrente bancario? Un esempio pratico

Nelle righe precedenti abbiamo dato per scontato il calcolo sull’interesse bancario. Vediamo ora come calcolarlo in autonomia. La formula da utilizzare per il calcolo è la seguente:

Interesse = (capitale x tasso di interesse x tempo)/36.500

Dove nel caso di un conto corrente il capitale corrisponde alla somma depositata.
Il numero da utilizzare per la divisione è relativo al calcolo per un tasso di interesse annuale.

Facciamo un esempio: un correntista lascia depositata sul proprio conto corrente la somma di 1.000 euro per tutta al durata dell’anno. Il tasso riconosciuto dalla banca è pari al 2%. L’interesse riconosciuto in un anno sarà quindi pari a 20 euro, cioè a 1000 euro x 2 x 365 giorni diviso 36.500.

Si tenga presente che il tasso indicato solitamente è lordo e che andranno quindi sottratte eventuali spese e tassazioni.

Conviene scegliere un conto corrente con interessi?

Dopo aver spiegato come effettuare il calcolo per gli interessi sul conto corrente (utilizzando il tasso lordo), valutiamo quindi se convenga sempre scegliere un conto corrente di questo tipo. La risposta è che questo tipo di conto non è sempre conveniente per tutti. In linea di massima la convenienza del conto aumenta con il diminuire delle spese di gestione e di tenuta del conto ed all’aumentare degli interessi. Un forte ruolo lo giocano però anche le somme depositate. Infatti maggiore è la cifra che verrà depositata sul conto (e che non verrà utilizzata) e maggiore sarà il possibile ricavo dagli interessi.